Gli errori sui social media più frequenti da evitare

Gli errori sui social media più frequenti da evitare

I social network sono la moda del momento, tutti noi passiamo ore a visitarli e a leggere i loro contenuti. Viviamo infatti con il cellulare sempre in mano e ogni 30-40 minuti lo sblocchiamo e buttiamo un occhio sul News Feed del nostro social preferito.

Perché i social sono di moda?

Varie ricerche di neuromarketing ci dicono che questi nuovi strumenti attivano in noi veri e propri stimoli positivi detti Arousal.

Il meccanismo è semplice e inizia nel momento stesso in cui postiamo un contenuto. Quando riceviamo un like, il nostro cervello lo interpreta come una ricompensa e rilascia una “scarica” di dopamina. Ciò ci spinge a continuare a postare e interagire per ottenere nuovamente like e reazioni.

Questi stimoli si sviluppano anche nel semplice usufruire dei contenuti altrui. Insomma noi siamo animali sociali e relazionali e i social, sfruttando il nostro cervello, riescono a tenerci incollati allo schermo.

Ecco i 10 errori più comuni che la maggior parte delle aziende commette nella comunicazione sui Social:

Profili non completi e ottimizzati

Molto spesso in azienda viene affidato al più giovane il compito di seguire i social, di norma chi è giovane spesso cambia lavoro repentinamente e può capitare che l’azienda perda addirittura l’acceso ai suoi stessi canali social.

Oppure ancora peggio è il non avere gli account completi ed ottimizzati. Canali che non pubblicano nulla da alcuni anni o che ancora più grave riportano informazioni vecchie ed errate.

Insomma è fondamentale presidiare anche vecchi account Twitter che non si usano più mantenendo coerente la grafica, il logo, i colori e le informazioni di dettaglio.

Il non pubblicare non ci deve portare al non presidiare.

Comunicazione autoreferenziale

Tutte le aziende sostengono di essere dinamiche, attente ai clienti e che propongono le migliori soluzioni sul mercato, ma quando ti addentri e conosci bene i gangli che le compongono, di solito si trova tanta sabbia sotto al tappeto.

Un errore grave quindi è realizzare una comunicazione autoreferenziale dove si pone l’accento sull’azienda e sulla vendita dei suoi prodotti e servizi.

Nella realtà gli utenti sui social non stanno aspettando di acquistare i tuoi prodotti e servizi, anzi pensano proprio ad altro (domanda latente).

Quindi è fondamentale ingaggiarli con informazioni utili e invogliarli. Insomma si deve usare la strategia “help don’t sell” cioè, la massima su cui si basa il content marketing e il marketing in generale.

Dimentichiamoci di noi e dell’impellente necessità di vendere e pensiamo ai bisogni dei nostri clienti e a come possiamo migliorargli vita e lavoro.

Non rispondere ai commenti

Se ignori il tuo pubblico e non lo ascolti che senso ha essere sui social?

Questi sono strumenti di comunicazione orizzontali che mettono sullo stesso piano utenti ed aziende, professionisti e clienti. La comunicazione è cambiata in questi decenni ed è passata da un sistema verticale ad uno orizzontale con tutto quello che ne consegue.

Ascoltare le lamentele e i bisogni degli utenti è un vantaggio per le aziende, perché permette a loro di migliorarsi e migliorare servizi e prodotti.

Pubblicare eccessivamente o pubblicare troppo poco

Pubblicare solo cose utili ai propri clienti è l’unica soluzione da seguire. Magari inserendo ogni tanto qualche informazione di settore e promozione di prodotto e servizio. Quest’ultimo però non può essere la normalità, bensì l’eccezione che conferma la regola.

Insomma quanto e quando pubblicare è la domanda sbagliata. Quello che dobbiamo chiederci è se stiamo aiutando i nostri potenziali clienti.

Non conoscere i linguaggi dei vari social network

Pubblicare caterve di hashtag su Facebook come fosse Instagram, oppure selfie esistenziali su LinkedIn è sbagliato. E lo è perché nei vari social ognuno di noi ha obiettivi diversi e utilizza stili comunicativi differenti.

Non siamo obbligati ad essere presenti in tutti i canali social e proprio per questo non dobbiamo pubblicare ovunque gli stessi contenuti.

Ogni social ha algoritmi propri, utenti con finalità differenti ma soprattutto consuetudini diverse!

Avere un profilo in ogni Social

Ogni azienda ha budget, risorse e tempo limitato. Quindi non ha senso sprecarli in mille rivoli. Molto meglio ragionare e investirli dove ha senso e dove si può avere un ritorno. Per capire dove è meglio lavorare e investire tempo bisogna fare due ragionamenti importanti:

  1. Capire quali social ci saranno tra 5-10 anni. Da questo punto di vista Facebook e LinkedIn offrono molte garanzie, molte meno Clubhouse, Snapchat o Pinterest.
  2. Scoprire quali social usano i nostri clienti? Può sembrare ovvio e banale, ma poche aziende si pongono questa domanda.

Scegliere i profili social in base alle proprie preferenze

Altro errore esistenziale: cioè scegliere di comunicare nel social che si conosce bene e dove si passa tanto tempo. Ma se non è il social usato dai nostri potenziali clienti, cosa ci facciamo?

Insomma prima di partire in questo viaggio sarebbe utile fare un’analisi di mercato e valutare bene con chi si vuole comunicare e che strumento usano.

Pensare che i post organici siano abbastanza

La parabola di tutti social è la stessa: quando vengono lanciati sul mercato non c’è la parte di advertising, tutto è gratis e si possono fare tante visualizzazioni, farsi seguire da tanti follower e prendere anche un po’ di clienti.

Poi naturalmente, visto che non sono una onlus, quando sfondano iniziano a ridurre la visibilità gratuita (portata organica) alle aziende e chiedere in cambio un investimento pubblicitario.

Per questo pensare di trovare clienti senza investire denaro direttamente in advertising è una perdita di tempo e di risorse, soprattutto perché per creare contenuti ci vogliono tempo e risorse, quindi è uno spreco non farli vedere a nessuno.

Inoltre solo investendo si può decidere il target per i propri contenuti e si può essere visualizzati anche da persone esterne ai propri follower. Invece i post gratuiti saranno visti in media solo da un 5-10% dei propri follower.

Quindi meglio ragionare sin da subito su una linea editoriale di advertising.

Dimentica le vanity metrics

Chi usa i social lo sa bene. Ci sono talmente tante statistiche che è facile perdersi in grafici e report e non capire cosa è importante e cosa lo è meno.

Ad esempio il numero dei follower serve a poco. Visto che non fa crescere il fatturato e nemmeno a vendere prodotti e servizi.

Social Media Marketing significa fare attività di Marketing per trovare potenziali clienti. I numeri importanti sono quanti clienti sono arrivati, quanto è costato in media acquisire un cliente. Oppure il ROAS che misura la redditività e indica la redditività complessiva di un’attività.

Mandare inviti a familiari, amici e conoscenti

Mai annacquare il proprio pubblico. Meglio avere pochi follower veri ed attivi, che averne decine di migliaia, ma che non sono interessati ai tuoi prodotti.

Quindi invita solo persone che veramente possono acquistare i tuoi prodotti e servizi. Il resto è spam da evitare anche perché andrà a peggiorare la visibilità di tutti i post organici del tuo account social.

Hai commesso alcuni errori o voi fare un check alla tua comunicazione aziendale sui social? Nessun problema, contattaci per una consulenza gratuita.

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